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Le Pulci del cane e del gatto                             

 

  

Introduzione: cosa sono le pulci.

Dal punto di vista zoologico le pulci sono degli artropodi, più specificamente degli insetti che nel corso dell’evoluzione si sono adattati alla vita parassitaria perdendo l’attitudine al volo e sviluppando degli arti molto potenti che consentono di effettuare dei salti molto lunghi. Le pulci del cane e del gatto appartengono quasi sempre al genere Ctenocephalydes spp.  

 

 

 

All’osservatore le pulci appaiono come degli animaletti neri o più spesso marroni che camminano e a volte saltano sul mantello dei nostri animali. A causa del loro colore è molto più frequente identificarle nei soggetti a pelo chiaro che in quelli scuri. Sul mantello degli animali infestati si vede inoltre un gran numero di puntini neri depositati sul pelo. Queste sono le feci delle pulci. Se vengono sciolte in acqua o strofinate su un foglio bianco assumeranno un colore chiaramente rosso, il colore del sangue dei nostri animali di cui le pulci si nutrono.

Negli animali con infestazioni massive è facile riscontrare sia i parassiti che le loro feci. Negli animali con infestazioni limitate capita di non riuscire a identificare i parassiti e rinvenire solo le feci.

I gatti inoltre con la loro attività di toelettatura sono in grado di ingerire oltre il 70% delle pulci che ospitano sul loro mantello, quindi anche in questo caso spesso e volentieri un esame del pelo metterà in evidenza solo le feci.

 

 

Il ciclo biologico delle pulci ovvero come mai gli animali prendono le pulci:

 

Il ciclo biologico della pulce è diviso in una fase “a vita libera” e una fase parassitaria vera e propria. Comprendere il ciclo delle pulci è importante per capire come prevenirle e per sapere di cosa bisogna preoccuparsi e di cosa no.

Le pulci adulte che vivono su un ospite si accoppiano tra di loro e le femmine producono le uova, queste vengono depositate sul mantello dell’animale e cadono successivamente a terra; il luogo dove queste uova si accumulano è logicamente quello in cui l’animale passa parecchio tempo, quindi il suo ricovero, la sua cuccia o l’angolo (all’aperto o in casa) che l’animale predilige per riposare.

Una volta a terra le uova si schiudono liberando le larve che vivono a terra e trovano il loro ambiente ideale nei tessuti, nella moquette e nei tappeti. Le larve si nutrono degli escrementi delle pulci adulte che cadono dal mantello dell’ospite e di altri materiali organici. Dopo un certo periodo le larve mutano in pupe e successivamente in insetti adulti che possono resistere a digiuno per un breve periodo dopodichè devono salire sull’ospite (il cane o il gatto) per nutrirsi e riprodursi.

 

 

 

Uova, larve e pupe sono molto difficili da eliminare con lavaggi e trattamenti insetticidi a causa della loro tendenza a “ripararsi” nelle fibre e nei tessuti.

 

 

 

 

 

Una pulce adulta vive sul suo ospite e lì muore, se una pulce adulta passa su un altro ospite (animale o uomo) muore senza riuscire a nutrirsi.

Questa analisi del ciclo vitale della pulce ci fa capire come L’INFESTAZIONE AVVIENE SEMPRE A SEGUITO DELLA PERMANENZA DEL SOGGETTO IN UN AMBIENTE INFESTATO. Quindi non ci sono pericoli per chi ad esempio porta il cane a passeggio e questi ha contatti occasionali con altri cani in quanto le pulci adulte raramente passano da un ospite all’altro e non sopravvivono mai al passaggio.

Viceversa non è raro che un animale trattato nei confronti delle pulci adulte che ha sul mantello dopo qualche mese sia di nuovo infestato. Non è che il trattamento non abbia funzionato, ma le larve che erano presenti nell’ambiente sono maturate e sono risalite sull’ospite.


 

 

L’infestazione da pulci

 

Una volta salite sull’ospite le pulci si rivelano estremamente fastidiose e pericolose.

I meccanismi attraverso i quali le pulci possono arrecare danno ai nostri animali sono tre:

1) Azione diretta: le pulci quando presenti in gran numero determinano prurito all’animale con tutte le sue conseguenze: perdita di pelo e lesioni cutanee; inoltre la presenza di notevoli quantità di pulci su animali molto giovani o denutriti può portare a deperimento l’animale sia per la sottrazione di sangue, sia perché il prurito può essere tale da impedire al soggetto di alimentarsi.

2) Reazione allergica: alcuni animali (sia cani che gatti) risultano allergici alla saliva delle pulci. Quando una pulce morde un soggetto allergico questi sviluppa un prurito importante soprattutto a livello dei fianchi, della regione lombare e sacrale e dell’interno delle cosce. L’animale spesso perde il pelo in queste regioni e sviluppa delle infezioni cutanee anche molto gravi. Questi animali raramente sono infestati da molte pulci ma d’altra parte basta una sola pulce per scatenare la reazione.  

3) Trasmissione di malattie infettive o parassitarie: le pulci possono veicolare batteri e parassiti pericolosi per noi e per i nostri animali.

Il parassita più frequente è la tenia del cane e del gatto il cui nome scientifico è Dypilidium caninum. Le uova della tenia sono veicolate dalle pulci e contagiano l’animale (e l’uomo) che ingerisce le pulci. Il gatto quindi è particolarmente predisposto a questo problema a causa del suo comportamento di toelettatura. QUANDO UN CANE O UN GATTO HANNO LA TENIA E’ FONDAMENTALE TRATTARLI SEMPRE ANCHE NEI CONFRONTI DELLE PULCI. Il controllo di questa malattia si ottiene con trattamenti antipulci regolari e ovviamente evitando di ingerire le pulci (insegnare ai bambini che bisogna sempre lavarsi le mani dopo aver giocato con un animale e MAI mettere le mani in bocca)

Un’altra malattia nella cui trasmissione è implicata la pulce è la cosiddetta malattia da graffio del gatto causata da un microrganismo chiamato Bartonella henselae. Questa vive nel sangue del gatto e viene ingerita dalle pulci. Il gatto con le unghie sporche di feci delle pulci può trasmettere la malattia ai soggetti che graffia.  Questa malattia nel gatto è quasi sempre inapparente (il gatto è portatore dell’agente ma non si ammala). Nell’uomo, soprattutto se affetto da disturbi a carico del sistema immunitario (AIDS,chemioterapia,trapianti d’organo) invece può manifestarsi con febbre, gonfiore nel punto di inoculo (il punto del graffio) e disturbi a carico dei vasi linfatici e dei linfonodi che drenano la regione coinvolta.

Anche in questo caso la chiave della prevenzione è il trattamento sistematico contro le pulci.


 

 

Il controllo dell’infestazione da pulci

 

Il controllo (in pratica il trattamento antipulci) deve essere mirato alla distruzione delle pulci adulte presenti sul nostro beniamino e a ridurre al minimo le possibilità che contragga nuove infestazioni.

Il trattamento nei confronti delle pulci adulte viene effettuato tramite l’uso di prodotti antiparassitari che sono presenti in commercio sotto diverse forme.

Shampoo e bagni medicati possono essere efficaci e in cani molto infestati sono validi per il rapido sollievo che possono dare nei confronti del prurito.

I collari antipulci spesso sono delle soluzioni comode ma la loro efficacia tende a diminuire col tempo. Alcuni animali inoltre hanno lo spiacevole vizio di togliersi il collare e mangiarselo rischiando anche di intossicarsi.

I prodotti sotto forma di spray (irrorare il pelo e poi massaggiarlo) o di spot-on (applicare il prodotto sulla cute tra le scapole dopo aver scostato il  pelo) sono quelli che attualmente vanno per la maggiore. Esistono in commercio vari prodotti molto efficaci. E’ fondamentale rispettare le modalità d’uso (utilizzare una quantità di prodotto adeguata alla taglia dell’animale e mantenere gli intervalli prescritti tra le somministrazioni) .

Esistono anche prodotti da somministrare per bocca o per iniezione. Questi prodotti possono essere utili in alcune situazioni particolari e vanno utilizzati dopo prescrizione del medico veterinario.

Soggetti con pelo lungo o nodoso possono trarre giovamento dall’abbinamento tosatura+bagno+trattamento antipulci.

Contestualmente al trattamento nei confronti delle pulci adulte bisogna trattare le patologie correlate (tenia,prurito,infezioni cutanee) quindi si consiglia caldamente una visita veterinaria per tutti i soggetti infestati dalle pulci o dalla tenia e si raccomanda di chiedere lumi e indicazioni sulla profilassi antipulci in occasione delle visite di routine per vaccinazioni o altro.

Dopo avere eliminato le pulci adulte presenti sul nostro beniamino bisogna impedire che si infesti nuovamente e qui la faccenda si fa più complicata.

Intanto se si possiede più di un animale E’ FONDAMENTALE TRATTARE TUTTI I SOGGETTI CONTEMPORANEAMENTE anche se alcuni potrebbero sembrare non infestati, abbiamo visto infatti come un mantello scuro o una pulizia adeguata può nascondere l’infestazione.

Se ci sono cucce o ricoveri bisogna pulire molto a fondo, disinfestare con prodotti adeguati e laddove possibile distruggere coperte,plaid o altri accessori che possono fare da “nido” al uova, larve e pupe.

La scelta degli insetticidi non deve essere casuale, i migliori risultati si ottengono con i cosiddetti “piretroidi microincapsulati” per cui vale la pena di informarsi (veterinario) prima di fare acquisti.

Bisogna dire che seppure questi prodotti riducono notevolmente la carica infestante raramente riescono a eliminarla, quindi vanno sempre abbinati a trattamenti sull’animale.

Chiaramente laddove ci sono concentrazioni di animali (canili,allevamenti e pensioni) il loro uso è un aiuto fondamentale per contenere al massimo il rischio di infestazione.

Un’altra strada che in alcuni casi è possibile percorrere è quella che prevede la somministrazione agli animali di prodotti che inibiscono la schiusa delle uova e lo sviluppo delle larve di pulce (prodotti larvicidi).

In pratica questi prodotti vengono somministrati all’animale, le pulci succhiando il sangue assumono questo prodotto e non muoiono ma iniziano a produrre uova sterili o uova da cui usciranno larve troppo deboli per sopravvivere.

Lo scopo che si prefiggono questi prodotti (che vanno sempre adoperati in associazione con il trattamento tradizionale) è quello di ridurre gradatamente la popolazione di larve nell’ambiente e quindi il rischio di infestazione.

Sebbene questi prodotti siano di libera vendita un loro efficace utilizzo non è così intuitivo come si potrebbe pensare e soprattutto non sono molti i casi in cui possibile applicarli con ragionevoli possibilità di successo. Quindi anche in questo caso è fondamentale sentire il parere del veterinario per evitare acquisiti inutili e sforzi vani.

E’ giusto in chiusura sottolineare come a tutt’oggi il protocollo più efficace nei confronti delle pulci sia il trattamento sistematico di tutti gli animali conviventi ogni 40-60 giorni associato a una buona igiene ambientale.


 

 

Quando andare dal veterinario:

 

Per quanto riguarda le pulci i motivi di visita veterinaria più frequenti sono i seguenti:

. Presenza evidente di pulci adulte o delle loro feci sul mantello

. Presenza di prurito, perdita di pelo o dermatite (possono anche avere cause diverse dalle pulci ma sicuramente meritano una visita)

. Presenza nelle feci di proglottidi (segmenti) di tenia. Appaiono come degli esserini bianchi, grandi poco più di un chicco di riso,all’inizio quando sono freschi si muovono, poi seccano e diventano giallognoli. Possono anche fare capolino dall’ano dell’animale o essere presenti nelle immediate vicinanze.

Inoltre a scopo preventivo si consiglia di chiedere consigli sulla profilassi antipulci in occasione dei controlli annuali, e in particolare

. In caso di convivenza tra più animali o in caso di animali che condividono alcuni spazi con animali altrui o randagi (soprattutto gatti)

. In caso di presenza in casa di bambini, anziani, ammalati o immunodepressi

. Dopo l’acquisto o l’adozione di un cucciolo o di un animale adulto.


 

 

 

 

FAQ: Ovvero a costo di essere ripetitivo rispondo a qualche domanda:

 

 

Caso 1. “Il veterinario mi ha detto che il mio cane (gatto) è allergico alle pulci. Ma non è vero, perché il mio cane (gatto) le pulci non le ha”

 

Questa è un’affermazione che ci sentiamo rivolgere spesso. La dermatite allergica da pulci spesso consegue al morso di una o poche pulci, e talvolta la pulce incriminata può essere morta, essere stata ingerita (soprattutto dal gatto) o semplicemente sfuggire all’osservazione. L’allergia al morso di pulce infatti si sviluppa quasi sempre in animali con infestazioni lievi. Quelli con infestazioni massive evidentemente non sono allergici, altrimenti morirebbero per lo shock.

 

 

Caso 2. “Perché devo fare il trattamento antipulci anche d’inverno?”

 

In alcuni casi, soprattutto negli animali che vivono in casa il trattamento antipulci deve essere effettuato tutto l’anno, perché le uova e le larve che normalmente si sviluppano solo a temperature primaverili/estive trovano negli ambienti tiepidi delle nostre case (e quindi dei ricoveri dei nostri animali) temperature di 15-20 gradi anche d’inverno.

 

 

Caso 3. “Al posto del trattamento con le fialette (o con lo spray) non posso usare un collare antipulci?”

 

Sì, ma ad alcune condizioni: 1) Utilizzare solo un prodotto sicuro, di un’azienda nota e presente da anni sul mercato (chiedere consiglio al veterinario).  2) Cambiare il collare con la frequenza indicata dal foglietto illustrativo. 3) Controllare che l’animale tolleri bene il collare e non manifesti reazioni negative né a livello generale né a livello della regione del collo. 4) Assicurarsi che il nostro amico non abbia il vizio di togliersi il collare e mangiarselo perché l’ingestione di un collare antipulci è molto pericolosa.

 

 

Caso 4. “Se porto il mio cane ai giardinetti e gioca con gli altri cani prende le pulci?”

Caso 4 bis. “Se il bambino gioca col cane (gatto) prende le pulci?”

 

Il contatto tra animali (o tra uomo e animale) non causa il passaggio dell’infestazione da pulci perché le pulci adulte raramente abbandonano l’ospite e se lo abbandonano non sono in grado di infestarne un altro. IL CONTAGIO AVVIENE SOLO QUANDO UN SOGGETTO FREQUENTA UN AMBIENTE INFESTATO DA LARVE DI PULCE OVVERO IL RICOVERO DI UN ANIMALE CON LE PULCI.

Il bambino quindi non rischia di prendere le pulci. Però se dopo aver giocato col cane o col gatto si mette le mani in bocca senza averle lavate può accidentalmente ingerire una pulce e quindi rischiare di prendere la tenia.

 

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