La leishmaniosi e' causata da un parassita monocellulare, un protozoo
(tripanosoma), colpisce prevalentemente uomo e cane. Nel cane, in Italia, e'
sempre stata trovata esclusivamente Leishmania Infantum.
Nell' uomo e nel cane il parassita si localizza in fegato, milza, linfonodi,
midollo osseo e conduce vita endocellulare all' interno dei glubuli bianchi
(leucociti, monociti).
Per diffondersi la malattia necessita di un' ospite intermedio, un flebotomom
(una piccola zanzara), che succhia il sangue da un soggetto ammalato.
Nel flebotomo il parassita muta, si riproduce e quando la zanzara decide di fare
un nuovo pasto penetra in un nuovo ospite dove causa malattia.
L' uomo presenta piu' tipicamente la forma viscerale che interessa fegato,
milza, linfonodi. Il cane presenta normalmente la forma cutanea con comparsa di
formazioni squamose biancastre in corrispondenza dei padiglioni auricolari,
delle palpebre e del naso.
Compaiono poi nelle medesime zone nudulini chiari, aree senza pelo, ulcere con
croste giallo brunastre.
Se compare la forma viscerale questa presenta ingrossamento di fegato, milza e
linfonodi.
Puo' manifestarsi una forma che interessa i soli occhi.
I sintomi sono: febbre, dimagramento ed anemia; il periodo di incubazione dura
da alcune settimane a diversi mesi.
Le forme croniche hanno solitamente esito letale, la cura richiede mesi se non
anni; le cicatrici residue sono permanenti.
La diagnosi richiede sempre una conferma di laboratorio effettuata anche con
test specifici. Non esiste profilassi vaccinale.
Per il contagio, come detto, e' necessario l' intervento di un vettore
(flebotomo); non e' assolutamente dimostrata il passaggio diretto da mammifero a
mammifero, anzi gli studi sino ad ora condotti hanno sempre evidenziato l'
impossibilita' di tale trasmissione.
Il cane ammalato DEVE venire trattato, diversamente diventa un
serbatoio della malattia in grado di passare ai flebotomi che lo pungono la
Leishmania e conseguentemente contribuisce grandemente alla diffusione della
malattia. Pericolosissimo e' l' abbandono del soggetto ammalato, mancando cure e
nutrimento e venendo a morire di stenti attira grandi quantita' di flebotomi che
cosi diventano in grado di trasmettere a molti soggetti sani la malattia. Non e'
bello, ma piuttosto che non curare o abbandonare un cane ammalato e' meglio
sopprimerlo.