INTERVISTA ALL'ALLEVATORE
Quattro chiacchiere con chi vive la cinofilia tutti i giorni

 Sig.ra  Lisa del Monte - Allevamento Qanda Lhi's
Tibetan Terrier
 

1) Buongiorno e grazie per averci concesso un po’ del suo tempo. Innanzitutto vorremmo chiederle da quanti anni alleva.
Io sono un allevatore “giovane”…. Per giovane intendo da pochi anni nel mondo della cinofilia, anche se mi ci sono tuffata a capofitto! Il mio primo cane è nato in Norvegia nel 1999 e con lei ho cominciato ad esporre. La mia prima cucciolata è nata nel 2002 dallo stesso soggetto accoppiato con uno splendido cane tedesco.


2)
Quali sono le razze che alleva?
Sempre e solo Tibetan Terrier… la razza che mi ha preso il cuore!

3) Quale è il motivo per cui ha scelto questa razza?
La cosa che piu’ mi ha colpito quando Olivia (la mia prima tibetan terrier – Ch. Schaka Ta’s Qanda) è entrata nella mia vita, è stata la sua grande personalita’ nascosta dentro un piccolo cane dall’aspetto buffo ed elegante allo stesso tempo. Piu’ ho conosciuto Olivia piu’ è cresciuta in me la voglia di avere un secondo cane della stessa razza. E così è arrivata Kimba (Schaka Ta’s Rah-Lhi) dallo stesso allevamento norvegese! L’amore per questi cani è cresciuto… e continua a crescere piu’ li conosco!!!

4) Ci dica il più grosso pregio di questa razza ed il più grosso difetto.
Il grande pregio di questa razza è la versatilita’ che la caratterizza. Il Tibetan Terrier è un cane che si adatta senza grandi problemi alla vita ed abitudini delle persone con cui vive. Infatti, fra le mura domestiche, sa essere tranquillo ed educato, controllando ogni movimento della famiglia pur non essendo invadente. Puo’ tuttavia essere affiancato a persone sportive ed essere impiegato in attivita’ agonistiche quali agility, flyball, ed è un perfetto cane da montagna, degno delle sue origini Himalayane.
Se si puo’ definire un difetto, diciamo pure che è dotato di una spiccatissima intelligenza, che talvolta puo’ rivelarsi una “scocciatura” per il proprietario, dal momento che la sua forte personalita’ lo porta, benché raramente, ad apparire testardo. La verita’ è che un tibetan terrier deve sempre capire il motivo di cio’ che gli viene richiesto per poter prontamente rispondere.

5) Quanti esemplari sono presenti nel suo allevamento?
Il mio è un allevamento a carattere familiare, con sette soggetti che vivono a stretto contatto con la famiglia. Il nostro gruppo è composto da due femmine di 8 e 7 anni, un maschio importato dal Canada e quattro piccole nate a Qanda Lhi’s.

6) Quale è stata la più grossa soddisfazione che ha mai avuto durante la sua attività di allevatore?
Soddisfazioni ne ho avute davvero tante nei pochi anni di lavoro che ho alle spalle. Credo pero’ che difficilmente potro’ dimenticare l’emozione provata all’esposizione Mondiale di Dortmund (D) 2003, quando il mio Multi Ch. Dalghani’s Ma Ni Kar Lo vinse il titolo di Giovane Campione del Mondo in una classe di ben 36 soggetti di elevata qualita’.
 

7) E la più grossa delusione?
La piu’ grossa delusione è quella di aver capito che purtroppo il mondo dell’allevamento non è sempre cio’ che intendo io.

8) Si è mai pentita di questa scelta?
Assolutamente no. Sono felice di cio’ che ho fatto ed ho tanti progetti per il futuro.

9) Com’è,in generale, la giornata tipica di un allevatore?
Io posseggo un limitato numero di cani e quindi la mia è una giornata piuttosto normale. Ci si sveglia di buon ora per poter accudire al meglio i cani, che a rotazione mi seguono sul lavoro. Durante il pomeriggio i miei tibetani vengono lasciati liberi di dilettarsi in corse sfrenate nel nostro giardino. Quando invece dobbiamo allevare una cucciolata, la nostra giornata è decisamente piu’ impegnata.
I piccoli vengono cresciuti a stretto contatto con la famiglia e si spende molto tempo per dedicarsi alla loro corretta socializzazione. I cuccioli vivono fin dalla piu’ tenera eta’ una moltitudine di esperienze: convivono con persone, altri cani adulti e gatti e sono abituati ai piu’ svariati rumori dell’ambiente domestico per poter essere dei piccoli adeguati alla vita futura con le nuove famiglie.

10) Cosa direbbe ad una persona che le confessasse l’intenzione di dedicarsi all’allevamento?
Direi cio’ che è stato detto a me in passato e che ogni giorno mi risuona nella mente: “Fai quello che tu ritieni giusto senza MAI arrivare a compromessi, solo così avrai il TUO tibetan terrier”.

11)
Ci dica il nome della persona a cui deve molto come allevatore.
A colei che mi ha ceduto le mie prime due femmine. Una meravigliosa allevatrice norvegese: Inger Johannessen, titolare dell’affisso Schaka Ta’s.  Mi sento davvero fortunata ad aver incontrato una persona come lei, che mi ha insegnato tutto seppur da lontano… e che anche oggi è il mio punto di riferimento fermo e costante.

12)
E il cane che ha lasciato un segno nel suo cuore?
Questa è la domanda piu’ difficile a cui rispondere: ognuno di loro ha fatto breccia nel mio cuore a suo modo… Forse, senza nulla togliere agli altri, colei con cui ho instaurato un rapporto davvero speciale e di rara sintonia è la mia Missy – nata dalla mia prima cucciolata. Con lei basta uno sguardo ed abbiamo capito tutto l’una dell’altra.

Lei è stata molto gentile, la ringraziamo e le auguriamo buon lavoro. Grazie.